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La visione One Health, antica e allo stesso tempo attuale, riconosce “una sola salute” basata sull’interconnessione tra quella umana, animale e dell’ambiente. L’attuale normativa sul farmaco veterinario, infatti, ha come obiettivo prioritario la tutela della salute pubblica, attraverso quella animale, al fine di poter garantire alimenti sani e sicuri, proteggendo anche l’ambiente.

Tracciabilità obbligatoria anche per i farmaci veterinari

In seno a una salute “circolare”, anche i farmaci veterinari devono essere monitorati e tracciabili, al fine di garantirne la sicurezza non solo per gli animali, che ne sono i destinatari diretti, ma anche per la salute dell’uomo e dell’ecosistema.

La legge del 20 novembre 2017, n. 167, con l’articolo 3, ha disposto la tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati (in attuazione delle direttive 2001/82/CE e 90/167/CEE). Cosa è cambiato, concretamente? Che è stato introdotto un sistema del tutto informatizzato per la tracciabilità del ciclo di vita dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati. Ciò permette il monitoraggio in tutte le fasi e nell’intero Paese di ogni singola confezione: dalla produzione e la distribuzione, sia intermedia (depositari e grossisti) che finale (vendita diretta), fino alla somministrazione agli animali e allo smaltimento di medicinali scaduti o non più utilizzabili. Esisteva già, dal 2004, una Banca Dati Centrale della Tracciabilità del Farmaco umano (BDC). Ebbene, ora il sistema informativo composto dalla BCD e dal Sistema Informativo Nazionale per la Farmacosorveglianza include anche il farmaco veterinario. E questo, è un bene per tutti.

I vantaggi della ricetta elettronica veterinaria

Dal 16 aprile 2019 la ricetta veterinaria è diventata elettronica, in sostituzione di quella cartacea, sull’intero territorio nazionale. Una volta emessa dal veterinario, la ricetta elettronica diventa disponibile online e si può rintracciare grazie al numero di ricetta e al codice PIN di 4 cifre. Se sei poco tecnologico non preoccuparti, perché il farmacista sarà in grado di acquisire la prescrizione anche se gli fornisci il numero della ricetta e il PIN o, più semplicemente, il tuo codice fiscale e il PIN. Il veterinario è obbligato a prescrivere medicinali ad uso veterinario che siano registrati per la specie da trattare e per l’affezione da curare; è ammesso, però, anche un “uso in deroga” di medicinali (compresi quelli umani), la cui responsabilità ricade sul veterinario che, in caso di controllo ufficiale, dovrà dimostrare le motivazioni della scelta. L’unico caso in cui viene mantenuta la ricetta cartacea, come chiarito dal Ministero della Salute con una nota dell’11 gennaio 2019, è quello dei medicinali stupefacenti. 

Ma quali sono i vantaggi della ricetta veterinaria elettronica? Più d’uno: innanzitutto si favorisce il corretto uso del farmaco veterinario esclusivamente dietro prescrizione, garantendo così una maggior sicurezza. Si va inoltre ad alimentare il Sistema di Farmacosorveglianza, tracciando l’intero ciclo di vita di farmaci, mangimi medicati e prodotti intermedi veterinari, dalla prescrizione-erogazione fino alla registrazione dei trattamenti effettuati. Tutto visibile, quindi, dall’inizio alla fine della filiera. Il rilevamento dei dati diventa particolarmente importante nel tracciare l’uso effettivo degli antibiotici anche in veterinaria, favorendo così l’elaborazione di misure mirate al controllo dell’antibiotico-resistenza. Negli ultimi anni, infatti, la salute pubblica globale risulta minacciata da questo preoccupante fenomeno: come si legge sul sito del Ministero della Salute (al settembre 2020), l’uso “prudente e consapevole” degli antibiotici, anche in ambito veterinario, è diventato uno dei punti-chiave della lotta al problema.

Tornando al nuovo sistema, tra i suoi principali utilizzatori non rientrano solo i medici veterinari (pubblici e privati), farmacie e parafarmacie, grossisti e mangimifici, ma anche chiunque detenga o possegga animali. Quindi tutto questo riguarda anche te e il tuo pet. Cosa significa, concretamente? Che i farmaci che dovrai usare sul tuo amico a 4 zampe sono solo e soltanto quelli che gli avrà prescritto il veterinario, e nella modalità indicata in ricetta. E non solo perché lo dice la legge, ma anche perché soltanto farmaci e mangimi medicati ad uso veterinario vengono appositamente formulati per gli animali. Insomma, bando al fai-da-te! Oltre tutto, somministrazioni autonome di farmaci non prescritti (non solo umani, ma anche quelli veterinari utilizzati impropriamente!) possono creare danni o mettere addirittura a rischio la vita dei tuoi animali.

Intossicazioni da farmaci in casa, come evitarle  

Secondo i dati del Centro Antiveleni di Milano, il 26% delle loro consulenze riguardano intossicazioni da farmaci, soprattutto quelli ad uso umano, mentre i medicinali veterinari sono coinvolti solo nel 7% dei casi. Solitamente l’ingestione di farmaci da parte del pet è accidentale, ma non sempre. Nel 5,7% dei casi si tratta di errori di utilizzo: un esempio è quello dell’applicazione sul gatto di antiparassitari spot-on formulati esclusivamente per cani (come quelli contenenti piretroidi), che possono rivelarsi molto pericolosi o addirittura fatali nella specie felina. Qualche esempio di farmaci umani dannosi per il pet? La comunissima aspirina e altri FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) possono causare gravi ulcere gastriche e intestinali, anche in piccolissime dosi. Tra gli analgesici, il paracetamolo può determinare danni epatici severi e le formulazioni analgesiche che contengono oppiacei, oltre al paracetamolo, possono determinare pericolosi fenomeni di depressione respiratoria e sul sistema nervoso centrale.

Dove tenere i farmaci, in casa? Come faresti rispetto ai bambini, riponili in luoghi inaccessibili al pet, dopo esserti assicurato di aver chiuso bene i contenitori.
Cosa fare in caso di intossicazione da farmaco? Contatta subito il veterinario o un Centro Antiveleni! È importante che l’intervento medico sia rapido, perciò sii veloce e fornisci quante più informazioni possibili sull’accaduto e sulla molecola:
– nome commerciale, categoria, indicazioni di rischio;
– caratteristiche evidenti (come odore, colore, …);
– dose (certa o stimata);
– via di esposizione (ingestione, inalazione, contatto cutaneo,…);
– luogo e durata dell’esposizione al farmaco;
– modalità (accidentale o per errore terapeutico);
– tempo (dall’esposizione; tra esposizione e sintomi).
Quali sono i farmaci più coinvolti? (Sia per ingestione accidentale che per somministrazione incongrua):
– farmaci umani neurologici (antidepressivi, ansiolitici, antiepilettici, antistaminici);
– analgesici, antinfiammatori, antipiretici (paracetamolo, acido acetilsalicilico, ibuprofene, naprossene);
– farmaci cardiovascolari (antipertensivi, antiaritmici, digitale).

Anche parafarmaci e preparazioni erboristiche possono rientrare nell’elenco, perché naturale non vuol dire necessariamente sicuro e anche le piante medicinali possono determinare interazioni ed effetti indesiderati. Anche in questi casi, astenersi dal fai-da-te!
Tabella 1. Intossicazioni da farmaci liberamente tratta dall’Opuscolo “Come prevenire e curare le intossicazioni negli amici a quattro zampe” (Assisi et al, 2018)

Insomma, per una corretta gestione del pet, il messaggio da tenere a mente è: farmaci solo veterinari, prescritti solo dal veterinario! Ormai ne avrai senz’altro compreso i motivi, che non sono soltanto normativi, ma anche relativi ai rischi di pericolose somministrazioni fai-da-te, talora addirittura letali.

Inoltre, somministrando al tuo pet esclusivamente quanto prescritto o indicato dal veterinario, contribuirai non solo al suo benessere, ma anche a fare il bene della salute pubblica globale.

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