I cani vivono più a lungo che in passato e a questo corrisponde un inevitabile aumento dell’incidenza delle condizioni croniche dolorose, come l’osteoartrite. Ma come riconoscerla?

 Il dolore associato a malattie croniche come l’osteoartrite (OA) detta anche artrosi o artrite è diventato una vera e propria sfida nella gestione veterinaria del pet. Saper individuare il dolore è il primo passo per gestirlo in maniera efficace.

Possibili segni del dolore da osteoartrite nel cane

  • Dolore: è il segno più frequente di osteoartrite
  • Zoppia: è manifestazione evidente del dolore

Non mancano, però, modifiche del comportamento associate al dolore cronico. Poiché esse possono svilupparsi gradualmente, o risultare talora impercettibili, risulterà fondamentale la tua collaborazione di proprietario che ben conosce il proprio animale e sa identificare qualsiasi cambiamento.

Non solo nelle persone, ma anche nel cane il dolore cronico impatta negativamente sulla qualità di vita. La valutazione complessiva dell’impatto negativo dell’OA include diverse categorie:

  • Mobilità (abilità di muoversi liberamente)
  • Attività (capacità di svolgere azioni specifiche)
  • Dolore (esperienza sensoriale)
  • Effetti sull’umore.

Queste categorie, in realtà, sono interconnesse e una loro attenta valutazione, anche grazie alla tua preziosa collaborazione di proprietario, guiderà il medico veterinario verso la giusta strategia di trattamento dell’artrite nel cane, considerando anche:

  • Peso corporeo e condizione muscolare
  • Facilità di movimento
  • Andatura
  • Dolore e mobilità (in associazione a specifiche articolazioni)
  • Altri fattori che influenzano il movimento (come malattie neurologiche, ad esempio)
  • Capacità di svolgere attività specifiche
  • Livello di partecipazione e di “felicità”.

Una valutazione completa del cane artrosico coinvolgerà, dunque, non solo la valutazione ortopedica veterinaria, ma anche le tue preziose informazioni come proprietario.

Perciò, riferisci qualsiasi cambiamento relativo al tuo pet, rispetto a:

  • Vitalità: come ti sembra il tuo cane? Energico, felice e attivo, oppure meno dinamico del solito?
  • Mobilità: riferisci eventuali cambiamenti relativi alla facilità di sdraiarsi, sedersi, sollevarsi da terra, nonché rispetto alla tolleranza all’esercizio fisico.
  • Umore: riferisci anche se noti stati che ti appaiono ansiosi o di allerta, o se il tuo cane ti sembra “triste”, o meno giocoso del solito. Riferisci anche eventuali gemiti e lamenti, o variazioni del comportamento rispetto ad altri cani o esseri umani.
  • Indicatori di dolore: ad esempio, rigidità e zoppia.

Non tralasciare alcuna informazione, anche le più semplici: se il tuo cane fa fatica a salire le scale, o non fa più il balzo che faceva prima nel baule dell’auto, dillo al veterinario.

Misurare il dolore cronico nell’osteoartrite canina

La tua collaborazione con il veterinario potrà essere davvero importante, sia al momento della diagnosi che durante la fase di monitoraggio dell’osteoartrite.

 In quest’ottica, sono stati sviluppati anche degli appositi questionari che potrai compilare, se il medico veterinario te lo proporrà: possono essere relativi alla qualità di vita (come il QoL, Quality of life), o più specifici per l’osteoartrite (i cosiddetti CMI, o strumenti metrologici clinici).

Al momento, secondo le linee guida sul dolore della WSAVA (World small animal veterinary association), questionari convalidati sono:

  • GUV
  • Canine Brief Pain Inventory
  • Helsinki Chronic Pain Index
  • Texas VAS Instrument
  • Liverpool Osteoarthritis in Dogs
  • JSSAP Canine Chronic Pain Index.

Questa carrellata, solo per rassicurare rispetto al fatto che il dolore artrosico del pet è molto attenzionato in ambito veterinario e che sono in crescita i metodi per valutarlo al meglio, anche grazie alla tua preziosa collaborazione da proprietario. Nessuno, infatti, conosce il tuo cane meglio di te!

La gestione dell’artrosi nel cane: cosa fare

Il trattamento dell’osteoartrite è di tipo “multimodale” e può prevedere diverse combinazioni, anche soggette a delle variazioni individuali.

Il medico veterinario monitorerà continuativamente lo stato di salute del pet, adattandovi il trattamento di volta, in volta.

In seno a un approccio “multimodale”, il medico veterinario potrà procedere a un

trattamento non farmacologico:

  • Modulazione della dieta e controllo del peso
  • Esercizio fisico adeguato
  • Modificazione dell’ambiente
  • Fisioterapia
  • Agopuntura
  • Supplementi alimentari.

Anche rispetto a questi ultimi, sarà il medico veterinario a decidere quale prodotto consigliare accanto ai farmaci. Oltre ai FANS, possono essere inseriti nella strategia farmacologica di gestione del dolore anche degli altri medicinali (come tramadolo e gabapentin, ad esempio).

Esistono, infatti, diverse possibilità di integrazione “mirata” della dieta, con mangimi complementari appositamente formulati per il benessere articolare del pet.

Tra le sostanze più impiegate nella “condroprotezione” (protezione della cartilagine articolare), glucosamina e condroitin solfato. Il medico veterinario saprà quale prodotto consigliarti per il tuo cane, tenendo conto anche della purezza di queste due sostanze. In Confis Ultra® di Candioli Pharma, ad esempio, l’indice di purezza è molto elevato sia per la glucosamina cloridrato (>99%), che per il condroitin solfato (100%).

Anche gli acidi grassi omega-3 (EPA, o acido eicosapentaenoico e DHA, o acido docosaesaenoico) hanno effetti “antinfiammatori” che possono risultare utili come trattamento aggiuntivo per il dolore cronico da artrosi in cane e gatto.

In ogni caso, bandisci il fai-da-te e affidati alle indicazioni del medico veterinario, che saprà senz’altro scegliere il trattamento “multimodale” più adeguato al tuo cane con OA.