L’artrosi colpisce all’incirca il 90% dei cani oltre i cinque anni di età e circa il 20% di quelli che abbiano superato l’anno. Nel gatto la malattia è sottostimata, ma presente.

Cos’è l’artrosi in cane e gatto

L’osteoartrite (OA) in cane e gatto è un processo cronico degenerativo che colpisce tutti i comparti articolari, cui viene riconosciuta anche un’infiammazione a “basso grado”. Nel cane, solitamente i segni tipici sono più evidenti che nei felini:

  • dolore articolare
  • zoppia

L’OA canina può essere primaria o secondaria a traumi o patologie predisponenti ed ereditabili, quali:

  • Displasie di anca e gomito
  • Lussazione di rotula
  • Necrosi asettica della testa del femore

Perciò, se hai preso con te un cucciolo di una razza canina predisposta a queste patologie articolari, sottoponilo alle cure del medico veterinario fin da subito, in modo da poter emettere un’eventuale diagnosi ed intervenire in tempo utile.

Più genericamente, tra i fattori di rischio nei confronti dell’OA non solo la taglia grande, la sterilizzazione e il sovrappeso.

Anche nel gatto vale la stessa distinzione tra osteoartrite primaria, semplicemente correlata all’invecchiamento in oltre il 70% dei casi, o secondaria a patologie articolari anche nella specie felina (come la lussazione di rotula o la displasia dell’anca, presenti anche nella specie felina).

La malattia degenerativa articolare (DJD) è molto comune nei gatti (fino al 92%) e non solo in quelli anziani, anche nei giovani. Il dolore articolare felino si localizza più comunemente a livello di schiena, gomiti, ginocchia, anche, spalle e garretti.

A differenza del cane, il gatto può non mostrare i classici segni di osteoartrite, ma delle variazioni comportamentali che possono essere dei segnali del fatto che il gatto sia artrosico, come:

  • Diminuzione dell’appetito
  • Tendenza all’isolamento
  • Minore mobilità, con esitazione al salto o a salire le scale
  • Ridotta tolleranza all’attività fisica
  • Difficoltà ad alzarsi da terra, camminare o stare in piedi
  • Modifiche nella pulizia (grooming)
  • Cambiamenti nelle abitudini di minzione o defecazione (ad esempio, difficoltà ad entrare e uscire dalla lettiera per il dolore all’anca)
  • “Strizzamento” degli occhi
  • Variazioni nella posizione abituale durante il sonno
  • Aumento della sensibilità al tocco

Perciò, se noti alcuni di questi cambiamenti, invece di pensare che si tratti semplicemente di vecchiaia, riferiscili al veterinario: potrebbe trattarsi di osteoartrite felina.

In alcuni casi, l’artrosi determina una tale riduzione della qualità di vita del pet che i proprietari arrivano a richiedere l’eutanasia, casomai non solo in relazione all’OA ma anche rispetto ad altre malattie concomitanti. Per questo, riferire prontamente al medico veterinario qualsiasi variazione del comportamento del tuo animale, potrà fare la differenza nella gestione del dolore cronico e nella qualità di vita del pet.

La gestione dell’OA? È “multimodale”

Purtroppo non esiste ad oggi una terapia risolutiva nei confronti dell’osteoartrite di cane e gatto. Ma, una volta emessa la diagnosi di OA, il medico veterinario saprà indicarti la combinazione di trattamento più adeguata al tuo animale, al fine di assicurargli una buona qualità di vita, anche tenendo conto del suo stato generale. In effetti, sebbene l’OA possa colpire anche animali giovani, è molto frequente in quelli anziani, che più facilmente possono presentare altre malattie concomitanti, di cui si dovrà tenere conto nella scelta del trattamento più opportuno.

Quali farmaci

  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)
  • Altri medicinali (ad esempio, tramadolo e gabapentin).

 

Gestione non farmacologica

  • Dieta e controllo del peso
  • Esercizio fisico adeguato
  • Adattamento dell’ambiente
  • Fisioterapia
  • Agopuntura
  • Supplementi alimentari.

Quali mangimi complementari

Una dieta adeguata è davvero molto importante, con l’indicazione generale a mantenere il peso corporeo entro i 5 punti sui 9 totali del BCS (Body condition score, indice numerico della forma corporea). L’obesità, infatti, rappresenta un fattore peggiorativo non indifferente nei confronti dell’OA di cane e gatto.

In seno a un approccio nutrizionale “mirato” all’osteoartrite, esistono anche dei mangimi complementari appositamente formulati per il benessere articolare del pet, che possono contenere diverse sostanze, tra cui:

  • glucosamina e condroitin solfato

A queste sostanze DMOA (disease-modifying OA), ovvero in grado di “modificare l’OA”, viene riconosciuta un’azione “condroprotettiva”, di protezione della cartilagine articolare. Il medico veterinario ti consiglierà il prodotto più adatto al tuo pet. Un esempio è la linea Confis di Candioli Pharma, che include Confis Ultra® per cani e Confis gatti®, mangimi complementari dietetici, utili come supporto del metabolismo articolare in caso di osteoartrite, dove la glucosamina cloridrato ha una purezza >99% e il condroitin solfato del 100%.

Ci sono evidenze scientifiche anche rispetto all’impiego di acidi grassi polinsaturi (EPA, o acido eicosapentaenoico e DHA, o acido docosaesaenoico), rispetto al miglioramento dei segni clinici sia nel cane che nel gatto.

Un aiuto dalle piante  

C’è un notevole e continuo interesse verso prodotti naturali che promuovano il benessere delle articolazioni, utili in corso di osteoartrite. Diversi estratti vegetali hanno mostrato di contribuire a contenere il dolore e la disabilità funzionale, tra cui:

  • Boswellia serrata ex Colebr.: a questa pianta medicinale cui vengono riconosciute proprietà “antinfiammatorie” naturali, primariamente attribuite ad alcuni dei suoi acidi boswellici. Ci sono delle evidenze anche nel cane, a favore del fatto che un estratto standardizzato di Boswellia, ovvero con qualità e stabilità documentate, può essere raccomandato come supplemento alimentare sicuro nella specie canina, fornendo sollievo dai sintomi osteoarticolari (Reichling et al, 2004).

Per poter ottimizzare il basso assorbimento sistemico di alcuni acidi boswellici, sono state messe a punto delle apposite tecnologie. Una di queste è la “fitosomizzazione”, di cui un esempio è il Casperome® di Indena, che contiene un estratto standardizzato di Boswellia veicolato in un apposito “involucro” di lecitina, in modo da aumentarne la biodisponibilità nell’organismo. Sapevi che questa tecnologia è oggi impiegata anche in mangimi complementari per cane e gatto?

  • Altro fitosoma® oggi a disposizione di gatti e cani è il Mitalgol® di Indena (a base di Zingiber officinalis e Acmella oleracea L.), che si trova nell’Evexia Plus®, mangime complementare di Candioli Pharma contenente anche olio di canapa al 15,2%. Poiché l’impiego della canapa nei pet è un approccio innovativo, occorrono altri studi. Intanto, le prime evidenze sono incoraggianti: Gamble e colleghi nel 2018 hanno evidenziato che l’estratto di canapa impiegato nei cani con OA esaminati determina effetti positivi a breve termine.

Segui sempre le indicazioni del medico veterinario, per scegliere l’approccio “multimodale” più adatto al tuo pet con osteoartrite.